“Facce da Barriera”: ritratti di un quartiere

Sul Facsal, l’affermazione di sé tramite l’arte. «Ma t’è vist?»

Si ringraziano Mariagrazia Porcari e Rita Casalini per testimonianze e fotografie del progetto.

PIACENZA – “Facce da Barriera” è l’iniziativa del gruppo informale de Le prese bene che grazie a Giovani Protagonisti han puntato le luci sul quartiere Farnese, per dare voce ai cittadini più giovani, contro povertà educativa e pregiudizi. L’eclettica rete di collaborazioni ha compreso Caritas diocesana Piacenza-Bobbio, ACER, Il Pane d’Oro e tanti altri, che hanno lavorato nella redazione dei bisogni degli abitanti della zona, anche giovanissimi, e nella progettazione di attività in contrasto a queste lacune, anche in presenza della pandemia.

Come in passato al Ciano, il team si è avvalso del supporto degli studenti del Politecnico di Milano. Nel corso di Tecnologia dell’Architettura del docente Daniele Fanzini hanno immaginato insieme ipotesi di arredi urbani per le aree coinvolte dalle attività del progetto, in fine realizzati con l’aiuto di artigiani e falegnami della Caritas. In preparazione ai laboratori estivi, il sondaggio e la scoperta del quartiere coinvolgono presto non solo studenti, ma famiglie e bimbi, che ne diventano protagonisti.

Sono stati propri i desideri dei più piccoli a guidare la progettazione sociale. Gli spazi di narrazione sono stati così inaugurati con lo spettacolo di Momo, con il teatro di burattini di Patrizio dall’Argine della Compagnia Teatro Medico Ipnotico, per intrattenere la comunità e proporre metodi alternativi per raccontarsi. Le letture ad alta voce sono state un altro modo per incantare i bambini ed avvicinarli al mondo dell’arte come rappresentazione di sé. La sfilata degli unicorni è stato poi un momento di affermazione, che voleva stimolare gli utenti, porgendo loro l’occasione di realizzare i propri desideri, per illustrare che è possibile, per quanto talvolta possano sembrare distanti o improbabili.

Durante l’estate, gli appuntamenti settimanali del martedì di quartiere si sono intrecciati agli eventi di cui sopra, dando vita ad un vero festival di quartiere caratterizzato da cultura e creatività. Educatori ed artisti hanno animato la fine del Pubblico Passeggio con laboratori di ogni tipo per permettere ai residenti di narrarsi a modo proprio, usando la bellezza come mezzo per il racconto. Bombe di semi, collage, cartoline di quartiere e ritratti fotografici sono alcune fra le altre attività che hanno ravvivato la zona tra giugno e luglio, protraendosi fino all’esposizione finale dei risultati della collaborazione vincente.

Inside Out è il progetto americano cui i cittadini hanno partecipato con una group action durante l’estate, nel contesto di Facce da Barriera, per raccontare l’identità del quartiere. Se un’immagine dice più di mille parole, i ritratti di Diego Monfredini narrano storie, fotografie reali per sdoganare pregiudizi. Grazie a intraprendenza e persuasione dei più piccoli, giovani ed anziani hanno accolto positivamente l’iniziativa e sono scesi in strada per metterci la faccia. Volti e sguardi che nel tempo di qualche settimana hanno portato Piacenza oltreoceano e online per poi tornare a decorare il Facsal “dentro fuori”.

L’esperienza ha permesso al quartiere di ripensarsi usando bellezza e cultura come punti d’incontro. Opportunità come questa ed una pluralità di attività sociali sono importanti per permettere di conoscersi e raccontarsi. L’accesso a proposte di cultura, sport ed intrattenimento sono un’occasione per esprimersi, creare legami e rafforzare un’identità di comunità partecipata e rivalutare gli spazi. La rigenerazione urbana è fatta anche di questo: ascoltare i bisogni che riguardano il benestare olistico delle persone, non solo quelli primari.

Il risultato è stato un chiaro successo. Vedersi come cittadini attivi, creativi e collaborativi, e non raggruppati e collegati con pensieri pregiudiziosi e ridondanti legati a vandalismo o povertà, fa la differenza.

“Ma t’è vist? Siamo più di quello che spesso dicono”

una delle testimonianze che si sentono al bar del vicinato una mattina di fronte al giornale che parla delle attività del giorno prima, come racconta Rita.

Per questo anche quest’anno il progetto Giovani Protagonisti mira a lanciare iniziative di rilievo per le comunità piacentine. “La forza del progetto è stata la presenza di tanti enti e figure con diverse provenienze, esperienze e competenze. Fare rete è stato di grande aiuto per facilitare le fasi progettuali. Poter affidarsi ad un buon team aiuta tantissimo.“: è così che Mariagrazia Porcari consiglia a chi come lei vuole creare piattaforme per una città a misura di tuttǝ.

yuri m.

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